Storia del Presepe
Il significato
letterario di questa parola è mangiatoia, la
stessa che ospitò alla nascita Gesù Bambino,
secondo il Vangelo di Luca, perché nessuna
locanda volle ospitare Giuseppe e Maria.
Il presepe Napoletano, agli albori, non si
distaccava per stile e figure da tutti gli
altri che in vari centri furono allestiti
per ricordare il Santo Evento.
Successivamente, nel XVII secolo e di più in
quello dopo, la forma artistica specifica
ricca di particolari, decorazioni e figure
fermate in atteggiamenti naturali che
rispecchiano fedelmente situazioni di vita
dell’epoca.
In questo architetti, scenografi, scultori e
pittori si sono cimentati, ma la
particolarità di questa forma d’arte è che
non sarebbe stato possibile alcuna
realizzazione se a seguito non vi fossero
state numerose figure professionali di alto
livello per l’accessoristica come si direbbe
oggi. Sarti, orafi, argentieri, calzolai, vetrai,
fabbri, cestai, artisti ceraioli e tante
altre professionalità dedite alla
miniaturizzazione di oggetti per arricchire
e fissare in forma reale la vita della città
nella iconografia presepiale.
Fortunatamente ancora oggi sono ancora in
parecchi a lavorare per tramandare ai
posteri questa forma d’arte, a torto
ritenuta minore da alcuni, che è fonte di
cultura e che da serenità allo spirito.
Tra quanti seguitano nella tradizione
presepistica anche il sottoscritto, dopo
aver frequentato nel 1994 presso
l’associazione Nazionale Amici del Presepe
di Napoli, ha cominciato a cimentarsi in
piccole opere per poi proseguire con opere
più grandi ed a trovare l’ardire di
presentarsi a qualche concorso, cosa che
oggi frequento regolarmente e spero di poter
continuare e possibilmente tramandare
quest’arte per la bellezza intrinseca e per
il suo profondo ancorché popolano messaggio
di fede e di speranza.
Antonio Feroce |